3 settembre 2008

Per sempre puntuale

Mio nonno Goffredo Bandini aveva un modo tutto suo di misurare il tempo. Indossava dodici orologi, sei su un braccio e sei su un altro,, tutti gli orologi erano fermi. Ognuno però era fermo su un'ora diversa. Il primo orologio era fermo sull'una in punto, il secondo sulle due, il terzo sulle tre, e così via, fino all'ultimo fermo sulle ore dodici. Tutti e dodici gli orologi erano senza lancetta dei minuti. Quando chiedevo a mio nonno che ora fosse, lui si guardava le braccia, cercava l'orologio giusto, lo indicava e poi mi leggeva l'ora. Se erano le tre, indicava l'orologio che segnava le tre. Se erano le cinque, indicava l'orologio che segnava le cinque. Se erano le sei e quaranta, indicava l'orologio che segnava le sei, perché per lui i minuti non esistevano, non valevano niente, un'ora durava un'ora e poi si passava a un altro orologio, gli orologi erano fermi era il tempo a saltare da un orologio all'altro. "I minuti non servono a un cazzo Massimì" mi diceva "sai quando è nato il bisogno di sapere i minuti? Con gli orari dei treni. Perché i treni hanno sempre questi orari assurdi, 14.58 o 13.35, e così anche i minuti sono diventati importanti, ma in realtà non servono a niente, le ore sono più che sufficienti nella vita, i minuti servono alle macchine, no agli umani". Secondo mio nonno un solo orologio, con tutte quelle lancette in continuo movimento, era un modo sbagliato di avere a che fare con il tempo. Lui aveva queste ore ferme e ce le aveva tutte contemporaneamente addosso ed era lui a passare da un'ora all'altra, e non le lancette. E neanche so come facesse a capire quando doveva passare da un orologio all'altro, ma lo faceva, e io mi fidavo. Del resto non è mai arrivato in ritardo, credo.
Questa cosa mi viene in mente pensando che adesso l'ora è dappertutto, nei cellulari nei televisori nel computer nel forno di casa nel termostato nel cruscotto dell'auto nello stereo,, e nonostante questo però la gente mi pare più confusa che mai, forse aveva ragione mio nonno, che nel tempo non ci affogava, ci sguazzava.

6 commenti:

Cletus ha detto...

Goffredo Bandini è un nome perfetto. Uno di quelli con i quali potresti intitolare un romanzo. Che dico ? Un racconto !
Magari anche uno sketch.

Salutamelo quando lo senti !

harveyz ha detto...

sai, bandini, le ferrovie sono strane. mettono i minuti per metterti alla prova, un poco come le partenze intelligenti. così, se il treno ritarda di un minuto non ti sembra in ritardo, ma normale che faccia conto tondo, come in bottega.
poi, nel sito, se tu provi a calcolare un orario, quello prememorizzato è pure più assurdo.
a che ora vuoi partire? alle 17.01? ma chi è che vuole partire un minuto dopo le 17?

Koohuku ha detto...

Concordo con la teoria del nonno, uomo saggio!
A milano si vive a minuti, treni, metropolitante, coincidenze, filobus,tram,pullman, navette... tutti devono andare ovunque ed essere puntuali.
Goffredo aveva già capito tutto!

Ps. bello il nuovo Blogghino :)

al3sim ha detto...

Infatti per correttezza, quando qualcuno ci chiede l'ora, non siamo tenuti a dire anche i minuti. Ci è stata chiesta soltanto l'ora, dopotutto e Goffredo questo credo lo sapesse molto bene.

Jo ha detto...

Tuo nonno aveva maledettamente ragione.


Jo

ossimorosa ha detto...

Non è male, mi si ridimensiona l'idea dell'ora. Nel senso che quando passa la mezza è già l'ora successiva, invece con tuo nonno è sempre la stessa ora. Molto più comodo