14 novembre 2008

Tana per te

Mi ricordo quel giorno che eravamo fuori dal liceo perché doveva esserci lo sciopero, e poi alla fine lo sciopero saltò e tutti iniziarono ad entrare, noi ci guardammo negli occhi e pensammo la stessa cosa. Come si fa ad andare a scuola quando ci s’è fatta l’idea che non ci si andrà. Così girammo le spalle e gli zaini verso l’entrata della scuola e ce la svignammo. Se tutti gli studenti non vanno a scuola è uno sciopero, se solo due non ci vanno è seghino, o sega, o fare forca, o schissare, o tagliare, o salare, o impiccare, o fare lippa, o fare manca, saltare, bossare, conigliare, fare berna, fare fuoco, fare puffi, fare chiodo, o fare brucia, fare cuppo, far filone, fare fruscio, nargiare, allazzare, calliare, stampare, persino allunare!
Allunammo.
Finimmo all’ex zoo comunale, le gabbie con le scimmie non c’erano più da anni, così come la gabbia con lo stronzo pavone che non ho mai visto fare la ruota, o la gabbia con le galline (in quale altro zoo al mondo c’era una gabbia con le galline?). Adesso c’erano solo cespugli incolti ed erbacce e puzza di acqua stagnante. Tu ti arrampicasti sul greto asciutto del ruscello facendo con la voce la musica di Indiana Jones. Nanna-nannà! Na-na-nà! Nanna-nannà! Na-na-nà, nà, nààà! Non si riusciva a starti dietro. In mezzo a un cespuglio trovammo le pagine strappate di un giornaletto porno, quando ci avvicinammo esplose una nuvola di insetti.
Tu avevi una sigaretta in bocca, spenta, perché non avevi l’accendino. Io non fumavo. Percorrendo il viale silenzioso tu inventasti una canzone che faceva: “Vojo d’accènde! / Vojo d’accènde!”.
A metà mattina mi chiedesti che cosa avrei voluto fare da grande. Non ricordo cosa ti risposi. Io lo chiesi a te. Non ricordo cosa mi rispondesti.
Per buona parte della mattina mi lamentai del fatto che ero sicuro che il prof di latino mi avesse visto, davanti alla scuola, e tu a dirmi ma no, ma no.
Vojo d’accènde!
Vojo d’accèndeeee!

Il giorno dopo venne fuori che il prof di latino aveva visto te, e non me.
A questo punto dovrei scriverlo, dire che sei mancato, stanotte, ma preferisco dire un’altra cosa – perché secondo me è più vera – preferisco dire che hai fatto seghino, hai fatto berna, puffi, brucia, hai fatto cuppo, filone, fruscio, hai saltato, bossato, salato, nargiato, conigliato, allazzato, calliato! Sei allunato!
Ciao, Vanni.

9 commenti:

cletus ha detto...

è uno degli epitaffi più belli che abbia mai letto.

Stavolta (davvero) commosso.

R.I.P.

ha detto...

Commovente.
Un abbraccio.

annì ha detto...

titolo e post perfetti.

una meraviglia.

ciao anche da me, Vanni

Koohuku ha detto...

*
Ciao Vanni

Andrea Poulain ha detto...

orco, non me l'aspettavo.bello e commovente.

quando allunerò magari ci si conoscerà, porterò un'accendino.

ciao vanni

al3sim ha detto...

Ciao, Vanni!

peperl ha detto...

bellissimo.
me ne resto ancora un attimo qui, in silenzio.

sagami ha detto...

che meglio di così non si poteva dire.

Jo ha detto...

Ciao Vanni,
buona vela (*) per te, lassu'.

Jo


(*)Da noi si dice "fare vela", sara' perche' siamo una citta' di mare...