30 novembre 2010

Quando è troppo è troppo troppo

È inutile. Io i film in 3D continuo a non capirne il senso. Maria Cecioni dice che la tecnologia tridimensionale serve a rendere le immagini più vere, più reali. Sì, ma allora anche le storie raccontate dovrebbero essere più reali. Non è che se io vedo un alieno blu in 3D penso “cazzo, ma è vero, è qui davanti a me”, no, penso semplicemente “toh, un alieno blu in 3D”. Lo stesso vale per i film d’animazione, a che mi serve che siano in 3D, praticamente sono dei cartoni animati tridimensionali, un cartone animato non sarà mai la realtà, neanche se ne avesse 4 o 5, di D. E allora? Allora, per coerenza, un film 3D dovrebbe rappresentare anche situazioni realistiche, situazioni in cui tutti si ritrovano quotidianamente, che ne so. Tipo essere in fila alla posta, in 3D. Tipo leccare lo zucchero sul fondo della tazzina di caffè dopo aver bevuto il caffè, in 3D. Tipo stare sul divano di casa a fare zapping in tv, in 3D. Tipo succhiarsi il dente per tirare via quel pezzetto di oliva che c’è rimasto incastrato, in 3D (questo è difficile, in effetti, ma la tecnologia prima o poi potrebbe arrivarci). Tipo anche vedere la spesa scorrere sul nastro mobile della cassa del supermercato, verso il lettore ottico, in 3D (molto suggestivo). Insomma cose così.
– Sì, ma allora chi ci andrebbe al cinema a vedere questa roba, non ci andrebbe nessuno – ha detto allora Lacazza.
– La tua teoria è un cane che si morde la coda per l’aia – ha detto Maria.
– Per l’aia? Per l’aia che c’entra? – ho detto io.
– Così dice il proverbio, Jimmy – ha detto Maria.
– Quello è menare il can per l’aia, che c’entra – ho insistito.
– E comunque non abbaia, quindi non vedo perché bisogna menarlo – ha detto Lacazza.
– Perché non abbaia, che c’entra questo adesso? – ho detto io, che stavo perdendo la pazienza.
– Perchè can che abbaia non morde, come dice il proverbio, ma siccome questo morde, allora non abbaia, e se non abbaia non c’è bisogno di menarlo, aia o non aia – ha detto Lacazza, l’indice infarinato alzato davanti alla faccia, con fare docente.
– No, questo è troppo. Questo è il colmo – ho detto io –, io non vi sopporto più. Io lo lascio, questo lavoro di merda. Basta, ora vado dal tabaccaio, compro un Gratta&Vinci, vinco 200mila euro e vi mando tutti affanculo.
– Fallo! Fallo, avanti! Sbruffone bandìnico! – mi ha sfidato Lacazza. Io sono uscito da RapidoPizza e sono andato dal tabaccaio di fronte, ho comprato un Gratta&Vinci, pensando vinco vinco vinco. Ho preso il Gratta&Vinci e ho riattraversato la strada sempre pensando vinco vinco vinco e sono tornato da RapidoPizza, sventolando il Gratta&Vinci davanti alla mia faccia. Mentre facevo tutto questo mi sentivo dentro un film 3D, realissimo, con tutte le cose che erano così reali che sembravano vere, tipo il Gratta&Vinci, era proprio davanti alla mia faccia, potevo toccarlo, anzi lo stavo già toccando, visto che lo tenevo in mano. Ho tirato fuori una moneta da 5 centesimi e ho cominciato a grattare l’argento dai pupazzi di neve pensando vinco vinco vinco. Poi ho cominciato a grattare gli alberi di natale, pensando vinco vinco vinco. Mentre grattavo Maria Cecioni e Lacazza stavano zitti, c’era una tensione tremenda, in 3D. Ho grattato l’ultimo albero di natale e ho gettato un urlo.
– Embè? – ha fatto Lacazza, col terrore in 3D dipinto sul volto.
– Yaaaaaaaaaaaaa – ho urlato io, saltando qua e là. Sono uscito fuori e ho dato un calcio allo scooter di RapidoPizza, scaraventandolo in terra. Sono rientrato in pizzeria e ho cominciato a sbattere le mani fortissimo sul banco del bar, facendo volare da tutte le parti i menù di RapidoPizza.
– Ho vinto! Ho vinto! 200mila euro! Che vi dicevo! Sono ricco! Ce l’ho fatta! Sono libero! Un uomo libero! Un uomo che da una vita lotta per diventare qualcuno e alla fine ci riesce in 3D! Non posso crederci! È fantastico! Me ne vado! Mi licenzio! Maria, dillo tu a tuo padre, che da oggi non lavoro più per RapidoPizza! Da oggi potrò realizzare il mio sogno, aprire la mia catena di InsalatoGelateria! Addio, me ne vado! È stato bello! Anzi, per un cazzo, è stato bruttissimo! A mai più! Addio Lacazza, vaffanculo a te e a tutta la tua famiglia! Ci rivediamo presto! Anzi mai più! Addio pezzenti! E la vostra pizza fa schifo! Schifo, fa! Ha!, che liberazione, poterlo finalmente dire! Addio, addio! – e ho infilato l’uscita di corsa e me ne sono andato, con il biglietto in mano, continuando a urlare di gioia. Non appena ho girato l’angolo, ho appallottolato il biglietto e l’ho buttato. Non avevo vinto un beneamato cazzo, e adesso sono nella merda.

7 commenti:

callthedoctor ha detto...

- Mi mancano dieci dollari.
Dissi: - Che strano.
-Non ci sono.
Controllai attentamente i suoi conti per tre volte. Il deca mancava davvero. Ispezionammo il pavimento, sparpagliando segatura dappertutto. Poi guardammo di nuovo dentro il tiretto della cassa, alla fine lo cacciammo fuori e guardammo nel vano. Non riuscivamo a trovarlo. Gli dissi che magari lo aveva dato a qualcuno per sbaglio. Era sicuro di no. Infilò le dita nelle tasche della camicia e poi le tirò fuori. Sembravano wurstel. Si diede dei colpetti sulle tasche.
-Dammi una sigaretta.
Dalla tasca di dietro estrassi il pacchetto, e con esso uscì la banconota da dieci dollari. L'avevo ficcata dentro il pacchetto delle sigarette, ma era scivolata fuori. Cadde sul pavimento in mezzo a noi due. Tony schiacciò la sua matita fino a farla spezzare. La faccia gli divenne paonazza,le guance sbuffavano. Indietreggiò col collo e mi sputò in faccia.
- Vattene via, sorcio schifoso!
- Va bene, - dissi - Come vuole lei.
Presi il libro di Nietzsche da sotto il banco e mi avvia alla porta. Nietzsche! Che ne sapeva lui di Friedrich Nietzsche? Appallottolò la banconota da dieci dollari e me la tirò. - La tua paga di tre giorni, ladro! - Feci spallucce. Nietzsche in un posto del genere!
- Me ne vado, - dissi - Non si ecciti.
- Fuori di qui!
Distava da me una quindicina di metri.
- Senta, - dissi, - sono troppo contento di andarmene. Sono stufo della sua bavoso, elefantiaca ipocrisia. E' una settimana che ho voglia di abbandonare questo lavoro balordo. Dunque vada pure dritto all'inferno, impostore di un terrone!
Smisi di correre quando raggiunsi la biblioteca.


Ecco, me lo hai ricordato proprio, questo coso che hai scritto è su quel livello. Ora potresti trovare un bel posto in un conservificio.

E dì a Lacazza che è un terrone impostore!

thebrideworeblack ha detto...

sì, sei nella merda...ma vuoi mettere la soddisfazione di vedere che faccia hanno fatto Lacazza e la Cecioni?

Bandini ha detto...

>Doc:
Ne sono onorato, oltretutto hai estrapolato da quello che secondo me è il più esilarante dell'intera saga.

>Bride:
Una soddisfazione che non ha prezzo. Per tutto il resto c'è Clebbino Card.

Greg ha detto...

Cazzo! Fino ad un attimo prima ero sicuro che avessi vinto. Andrà meglio con la prossima pizzeria.

Anonimo ha detto...

Non vedo l'ora di sapere come va a finire questa storia di "Un uomo che da una vita lotta per diventare qualcuno e alla fine ci riesce in 3D" !!!

NON VEDO L'ORA ! NON VEDO L'ORA !

P.S. si accettano scommesse

callthedoctor ha detto...

tanto va il can per l'aia che perde il pelo e ci lascia lo zampino. ti aspetto all'ikea

il barbone

inventatore ha detto...

Bandini sa che ho scritto un commento ma temo di aver chiuso la finestra prima di dare l'invio?
Dicevo che talvolta la merda può piacere. Ora provo a reinviare.